Decreto Legge n. 69/2013 – Decreto del fare – art 30, agibilità

- Agibilità (comma 1 lett. g)
Il provvedimento prevede delle semplificazioni in tema di agibilità ed in
particolare:

- la possibilità di poter ottenere l’agibilità parziale (questione controversa in alcuni comuni)
– individuazione di un procedimento alternativo alla richiesta di agibilità ai sensi dell’art. 25 del Dpr 380/2001

-Agibilità parziale
In merito all’agibilità parziale il decreto legge 69/2013, con la previsione di due commi aggiuntivi all’art. 24 del Dpr 380/2001 (comma 4 bis e comma 4 ter), detta le condizioni necessarie affinchè possa essere richiesto il relativo certificato.
In particolare ai sensi del nuovo comma 4bis si potrà richiedere:

• per singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché:
– siano funzionalmente autonome;
– siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria
relative all’intero intervento edilizio;
– siano state completate le parti comuni (es. strutture, muri, tetto etc)
relative al singolo edificio o alla singola porzione della costruzione;

• per singole unità immobiliari purché:
– siano completate le opere strutturali, gli impianti, le parti comuni e le opere di urbanizzazione primarie ultimate o dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale.

Dovendosi trattare di una unità funzionalmente e strutturalmente autonoma rispetto al resto della costruzione si ritiene che ai fini del rilascio dell’agibilità parziale, occorrerà verificare, limitatamente alla parte di edificio per la quale si richiede, la sussistenza di tutti i requisiti prescritti dalla legge attinenti alla sicurezza e alla salubrità della stessa.

Il successivo comma 4 ter stabilisce che nei casi di rilascio del certificato di agibilità parziale, prima della scadenza del termine entro il quale l’opera deve essere completata, lo stesso è prorogato per una sola volta per tre anni.

Tale proroga si differenzia da quella prevista nel successivo comma 3 del decreto legge 69/2013 che riguarda sia i termini di inizio che di fine lavori.

La proroga legata all’agibilità parziale è di tre anni (e non due) e sembrerebbe operare di diritto senza la necessità di una previa comunicazione da parte dell’interessato.
Con riferimento alla procedura per la richiesta dell’agibilità il decreto legge 69/2013 nel nuovo comma 4 ter dell’art. 24 Dpr 380/2001 specifica che, salvo diversa indicazione da parte delle leggi regionali, non si applicano le disposizioni di cui all’art. 25 comma 5 bis come aggiunto dal decreto legge.

Pertanto, salva diversa indicazione a livello regionale, la procedura da seguire sarà quella indicata nell’ art. 25 commi 1 a 5.

La possibilità di richiedere l’agibilità parziale è una prassi diffusa in alcuni comuni.
In particolare, con la circolare del 15 dicembre 2009 il Comune di Parma ha dettato le condizioni affinché si possa ottenere il certificato di agibilità parziale collegandola alla grave crisi che sta colpendo il mercato immobiliare

La ratio dell’istituto è quella di consentire l’utilizzo di unità abitative autonomamente fruibili, anche in tempi diversi, per uno stesso fabbricato.

Tale impostazione, inoltre, si coordina con quanto previsto dall’art. 26 del Dpr 380/2001 che prevede espressamente la possibilità di una revoca parziale del certificato, lasciando chiaramente intuire che la restante porzione rimarrà agibile.

La norma, che accoglie la proposta Ance, si ritiene utile in quanto oltre ad estendere l’applicazione di tale procedura a tutto il territorio nazionale delinea, una soluzione alle numerose situazioni di difficoltà operative riscontrate nell’impossibilità di ottenere la prescritta certificazione per l’intero intervento in caso di mancata esecuzione dei lavori di finitura delle varie unità immobiliari non vendute.

- Procedimento alternativo richiesta agibilità
All’art. 25 del Dpr 380/2001 viene aggiunto un nuovo comma 5 bis con il quale si prevede l’individuazione di un procedimento alternativo alla richiesta di agibilità.

In particolare si prevede che ove l’interessato non proponga domanda ai sensi del comma 1 del citato articolo (ossia entro 15 gg dall’ultimazione dei lavori di finitura) potrà presentare una dichiarazione del direttore dei lavori o, qualora non nominato, di un professionista abilitato, con la quale si attesta la conformità dell’opera al progetto presentato e la sua agibilità.

La dichiarazione sarà corredata dalla medesima documentazione richiesta in via ordinaria (richiesta accatastamento, dichiarazione conformità impianti installati etc) ma a seguito della sua presentazione e della dichiarazione del direttore dei lavori o del professionista abilitato l’agibilità si dovrebbe intendere come immediatamente rilasciata senza la necessità di dover attendere il termine di 30 o 60 giorni per la formazione del relativo silenzio-assenso.

In pratica la verifica dei requisiti di agibilità viene demandata agli eventuali e successivi controlli.
Le regioni disciplineranno le modalità per l’attuazione di tale disposizione e per l’effettuazione dei controlli.

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